L'ambito delle nostre discussioni

Philosophia perennis
A confronto con Maurizio Barracano

L'argomento che tratta sono le religioni comparate, studiate in vista di una superiore ottica, quella della Philosophia perennis.

Si tenta di ritrovare le arcaiche tracce di insegnamenti spirituali che non si risolvano in superstizione, fideismo o luoghi comuni, ma che portino ogni uomo a vivere appieno le sue due grandi possibilità: amore ed intelligenza.

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DNA cristiano
A confronto con Pietro Sebastico

Il Cristianesimo, la nostra religione, viene troppo spesso archiviato con pochissimi atti e pochi "incontri" col Divino.

In questa sede ci si ripromette di riscoprire la ricchezza del Cristianesimo dell'Eterno presente, della vita che si fa Vita, della Somiglianza che si può - e si deve - fare Immagine.

Molti mistici, molti testi e studi di forte suggestione aspettano di essere semplicemente rispolverati per ritrovare il DNA cristiano profondamente affascinante, e liberante insieme.

Nella nostra anima vive, accanto all'uomo di tutti i giorni, l'uomo senza tempo; i testi radicati, soprattutto quelli meno noti o negletti dall'esegesi, nel nostro DNA cristiano sono l'argomento, il punto focale delle ricerche di questa area tematica.

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Dantesca
A confronto con Renzo Guerci

L'intenzione è quella di percorrere un cammino di approfondimento su una interpretazione di Dante e dei secoli medievali, in una chiave che possiamo sinteticamente definire allegorica ed anagogica.

Il traguardo vuol essere la riscoperta di una visione del mondo che apre alla nostra mente e al nostro animo orizzonti meno noti, conoscenze e sensazioni sepolte, ma non per questo meno reali, un sapere che privilegia il "cogliere" dentro più che il cercare fuori di noi.

Dante e le sue opere rappresentano appunto la "summa" di questo mondo.

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Un dialogo con l'Islam Arabo

A confronto con Stefano Minetti

Interculturalità, democrazia e riforma dei saperi

Lo scopo di questo breve articolo è di favorire un dialogo con l’islam arabo. Questa civiltà che, come verrà illustrato, condivide con l’Occidente più di quanto non si sia soliti pensare, è oggetto di una campagna mediatica che ne tradisce la storia ed i caratteri salienti, al punto da renderla altro da sé......

 

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Musica e Tradizione

A confronto con Antonello Colimberti

 

Addio all’evoluzionismo musicale

Il morbo contagioso delle ideologie della modernità occidentale non poteva lasciare indenne neppure un campo particolare, spesso appartato, come quello della musica. Fra i più perversi effetti ne sortì la novella favola dell’evoluzionismo musicale, ovvero del progresso illimitato dei mezzi espressivi e sonori. Anche pensatori di grande valore, degni per altri aspetti di grande stima e considerazione, come il filosofo Theodor Wiesegrund Adorno...........

 

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Area in allestimento
Area in allestimento
Rlung-rta (il cavallo del vento)
A confronto con Luca L. Cibrario Assereto

Talvolta la fotografia, se vista al di fuori delle quotidiane attese sensazionalistiche, può dare dei messaggi profondi. Degli spunti comparativi e riflessivi capaci di promuovere una profonda analisi critica del nostro tessuto sociale, dei sentimenti, dell’affannosa illusa quotidiana ricerca del permanente.

Un giorno incontrai un monaco che finalmente diede soddisfazione ad una mia ripetuta domanda, fino ad allora, senza risposta: Rlung-rta, il cavallo del vento.
Mi disse che i tibetani sono ricchi della loro intima consapevolezza di desiderare esclusivamente quel poco che hanno e mi svelò anche una loro segreta irrinunciabile ricchezza.
La ricchezza dei ricordi.
Ricordi tristi e felici costruiti attimo dopo attimo durante tutta una vita.
Illusione di tempo fermato nell’angoscia del divenire.
Ma, nell’ora della morte, la triste consapevolezza di perdere tutto.
E allora il mitico Rlung-rta, volando alto nel cielo tra i quattro sacri animali che simboleggiano saggezza, forza, intelligenza, coraggio e portando i tre gioielli Buddha,  Dharma e  Sanga, raccoglie tutta questa ricchezza, questa immensità di sentimenti perduti lasciando ai morenti la felice certezza che niente del loro intimo essere andrà smarrito.
Il giorno dopo lo rividi. “Ma tu sai cosa fa, di  tutti questi ricordi, Rlung-rta?” - mi ebbe a dire - “Li ridistribuisce”.
Seppi così che il cavallo del vento, fedele all’etica mahayana, restituisce ai viventi, non tanto i ricordi in quanto indissolubilmente legati alla persona, bensì le sensazioni da questi derivate.
E se, svegliandovi all’alba, vi sentite pervasi da insolita intima allegra contentezza allora sappiate che Rlung-rta è passato sopra di voi e vi ha elargito i momenti felici di lontana gente che fu.

E’ in quest’ottica che ambisce a proporsi questa sezione nella quale, oltre all’apparenza del curioso, dello strano, dell’insolito – tutti aspetti oramai esasperatamente celebrati nell’ambito di un continuo dissacrante consumismo – vuole promuovere, tramite la propria esperienza fotografica, un messaggio trasversale di riflessione sull’uomo, sui suoi sentimenti, sulle sue illusioni, sulla sua disperata ricerca del dopo.


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Egittologia
A confronto con Alfredo Luvino

Affascinante e per diversi tratti ancora sconosciuta, la civiltà egizia propone all'uomo occidentale una religione in parte incomprensibile e, all'apparenza, addirittura inaccettabile.

In realtà la vera questione risiede non tanto nelle figure che popolano il pantheon egizio ma nella mentalità a cui ad esse si sono spesso avvicinati gli egittologi; una mentalità tenacemente occidentale portata ad applicare una logica del tutto estranea a quella egiziana.

Se l'antico Egitto è romanticamente avvertito come vicino a noi, realisticamente diventa incomprensibile applicando delle categorie di tempo e spazio nate dalla filosofia greca che studi recenti hanno permesso di mettere in dubbio.

Per questo occorre applicare una nuova logica, usare nuovi strumenti di comprensione per arrivare non solo a definire che cosa sia stata la civiltà egizia ma anche e, soprattutto, comprendere il nostro presente attraverso un ponte immaginario che faccia da tramite con il passato per gettare nuova luce sul nostro pensiero.


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Teatro e cinema
A confronto con Anna Cuculo

La lettura delle ultime opere di Shakespeare e relativa messa in scena dal punto di vista della Tradizione,  della magia e simbologia alchemica. Shakespeare attraversato dagli scritti della studiosa Frances Yates, ma anche di Michael Maier, Ermete Trismegisto, Eireneo Filalete, il Cosmopolita, Limojon de Saint-Didier, Fulcanelli.

‘…un solo attore sulla scena, incredibile trasformista… folletto umorale e imprendibile, dispettoso e obbediente, lieve come Ariel e pesante come Calibano, ma sempre lui, unico… mercuriale, appunto.’ 

…Nelle ultime opere di Shakespeare il problema della magia e dell’atmosfera magica si fanno particolarmente intensi e appaiono chiaramente connessi alle grandi tradizioni della magia rinascimentale: la magia come sistema intellettuale dell’universo, presagio della scienza, come movimento morale e riformatore, come strumento per unire fedi religiose in contrasto entro un generale movimento di riforma ermetica. Tutti questi aspetti erano presenti nelle imprese missionarie di Giordano Bruno, nel suo nuovo sistema dell’universo, nella sua religione ermetica di amore e magia, che predicò in tutta l’Europa e particolarmente in Inghilterra dal 1582 al 1585, gli anni di formazione di Shakespeare…’    (tratto dagli scritti di Frances Yates)


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Medicina e tradizioni
A confronto con Renato Palmiero

L’illuminismo ha spinto l’uomo alla conoscenza della natura e al suo dominio, dando vita alla scienza moderna, perdendo però di vista la ricerca dell’Essere sull’Avere.

Il metodo di indagine scientifico ha finito per reificare il molteplice, a scapito dell’Uno, lasciando l’umanità priva di stabili riferimenti, trasformando radicalmente l’esistenza umana. Le religioni, anche quella cattolica, sono state coinvolte in questa deriva, e si sono aggrappate ai dogmi da esse stesse creati a difesa delle proprie supremazie troppo importanti per la loro sopravvivenza.

L’avventura scientifica, compresa quella medica rimane straordinaria per le conoscenze raggiunte, ma ha finito per intrappolare l’umanità, lasciandola nell’oblio della sua fondamentale vocazione o peggio facendole vagheggiare l’ipotesi che la scienza bastasse a sé stessa per rispondere ai grandi interrogativi.

Così la coscienza dell’uomo occidentale  si è auto confinata in una dimensione forzatamente relativa votandosi ad una visione nichilistica della vita. Le esigenze dello spirito però non possono essere troppo compresse, così sono nate le sette nel mercato delle religioni fai da te che approfittano del sentimentalismo ingenuo degli esseri umani.

Colta così la necessità di rivitalizzare lo Spirito dell’uomo abbiamo creduto utile il recupero di quelle tradizioni che possono rimettere al centro dell’esperienza esistenziale il Sé. Lo scopo della nostra Associazione è molto umilmente quello di recuperare quelle tradizioni per coloro che si riconoscono in questo percorso, al di fuori di vincoli ideologici o religiosi precostituiti.

La scienza è certamente una grande risorsa, ma è portatrice di un eccesso di onnipotenza troppo dedito ad interessi precostituiti: essa non potrà mai rispondere ai grandi interrogativi dell’uomo, confinata com’è nel molteplice. Il recupero di una visione non duale  può ristabilire l’Ordine Eterno che ci contiene.

Il recupero del Sé al posto dell’illusorio Io, come baricentro dell’essere umano consente un recupero di saggezza che può rendere meno crepuscolare il cammino e ridare speranza a chi l’ha persa. Tra le scienze la medicina ha ottenuto notevoli conquiste contribuendo fortemente all’allungamento  della vita media e al miglioramento della qualità materiale della vita stessa.

Tutto ciò è stato fatto immaginando il corpo umano come una macchina composta di pezzi riparibili o sostituibili.
Esiste però una medicina tradizionale in molte culture che attende di essere riattualizzata che, senza rinunciare alle conquiste raggiunte, sa ricorrere alla consapevolezza e alle potenzialità individuali  per mantenere il proprio corpo in armonia con la vita.


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